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La Raccolta 2018 secondo Giorgio Franci

Nel silenzio della campagna che amo non posso far a meno di pensare che io, come le piante che curo, faccio parte di un ciclo. C’è un rapporto di reciproco insegnamento tra me e la natura, un racconto implicito che si trasforma in memoria e ancora, in vita.

Il primo grande freddo di cui ho sentito il racconto era quello del 1956, ma davanti al fuoco caldo del camino le storie, per quanto vicine, sembrano appartenere a terre tanto passate quanto lontane. Il secondo freddo di cui ho ricordo è quello del 1985, con un valore assoluto di -18°. Quel freddo l’ho sentito tutto, da giovane ragazzo ne sono rimasto impressionato, stupito. Vidi anni di lavoro paralizzati in un colpo solo ed è in quel momento che ho scorto tra i rami deboli ma tenaci d’olivo quella che definirei “resistenza”. E’ dal lavoro che mio padre fece in seguito, senza arrendersi di fronte al peggio, che ho imparato anche io ad essere resiliente. Da ragazzo a uomo, grazie alle difficoltà che ho vissuto e a quelle di cui ho sentito i racconti. L’ultimo freddo che ho vissuto è venuto a bussare quest’anno alle porte del mio Frantoio e ve lo voglio raccontare perché, come scrive Mario Luzi, “Noi siamo quello che ricordiamo, il racconto è ricordo e ricordo è vivere”.

Quando è arrivato il freddo sembrava cresciuto, anche lui. Un confronto ancora una volta con la Natura, fuori e dentro di me. Mi sono reso conto che, come noi ci adattiamo ai cicli della natura, lei si adatta ai nostri e più diventiamo forti, più le prove sono intense. Il clima sta cambiando e la più grande sfida che dovrò affrontare sarà confrontarmi con una Natura esausta che, finite le buone maniere, sta usando le pesanti.

Questo 2018, le temperature sono scese di circa -10°, dopo un insolito Gennaio vestito da giovane primavera, e purtroppo per questo scherzo della natura hanno pagato le Cultivar di Olivastra Seggianese e di Frantoio che riposavano alle pendici collinari della mia bella Amiata. Fortunatamente le varietà sotto i 300 mt di altezza non hanno sofferto per il freddo e il nostro Moraiolo ha potuto esordire in un’annata eccezionale. La primavera, grazie alle sue abbondanti piogge, ha portato un po’ di sollievo per le piante ferite dal freddo, infatti l’acqua ha stimolato la pianta a produrre nuova vegetazione. A questo punto non potevamo sperare in un’estate migliore, in cui la pioggia, alternata al caldo, è stata una manna dal cielo. Anche la mosca è stata debilitata dalle alte temperature, che ne hanno contenuto gli attacchi. Il quadro è stato ottimo fino ai primi di Settembre, poi importanti venti di tramontana hanno causato uno stress idrico che ha portato ad una disidratazione interna dei frutti e ad una maturazione talvolta anomala. Nel complesso, da un punto di vista organolettico, l’insieme di questi fattori ha portato ad avere oli dai sapori amari e dai piccanti più contenuti e, di conseguenza, più semplici e fruibili al consumatore comune.

La sfida climatica di questo 2018 ha penalizzato notevolmente la produzione di Olivastra Seggianese e del nostro Grand Cru Rose, che sarà appannaggio esclusivo di alcuni clienti storici. Il Delicate è tornato ad essere un monovarietale di frantoio e quest’anno presenta un profilo particolarmente morbido con note dolci; gli amari sono assenti e le note piccanti hanno una lieve intensità che persiste a lungo. Consiglio quest’olio sul tartufo bianco fresco e sulle cruditée di mare, squisito sul gambero rosso. Le Trebbiane, più morbido e rotondo rispetto all’anno passato e dai toni eleganti e complessi, è ottimo su insalate e bruschette. Il Villa Magra mantiene il suo finale elegante e speziato, che lo rende il condimento ideale per tartare, carpacci e risotti. Il Villa Magra Grand Cru, il nostro monovarietale di frantoio, si distingue per la sua ottima struttura, è fresco ed elegante al naso ed ha la classica persistenza di note di pepe nero in chiusura, nota d’onore su zuppe e carni rosse. Il Moraiolo, che ha fortunatamente trovato le condizioni climatiche ideali per esprimersi al meglio, regala un olio dai profumi freschi, erbacei e dal gusto armonico ma deciso, ideale sulle vellutate di legumi.